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Fanfiction, Mentalist mania, Patrick Jane, Teresa Lisbon

Un libro su The Mentalist sarebbe perfetto

Ovvero quando 24 episodi a stagione non sono sufficienti!

red-shippetsQuesto è il punto, di The Mentalist non ce n’è mai abbastanza! È un po’ come una droga e più se ne prende e più se ne vorrebbe!! Ma ahimè ci se deve accontentare di 23/24 episodi a stagione e dopo?? Quasi tutte le altre serie hanno la possibilità di soddisfare il morboso e ossessivo attaccamento dei fan alla serie TV con dei romanzi: Bones prende ispirazione dai romanzi di Kathy Reichs (autrice davvero prolifica!!), Rizzoli & Isle da quelli di Tess Gerritsen, Dexter da uno dei libri di Jeff Lindsay (che ne ha scritto anche altri sul famoso serial killer, ma con un’evoluzione diversa rispetto alla serie), True Blood è tratta da “Il Ciclo di Sookie Stackhouse” della scrittrice Charlaine Harris e, addirittura, gli autori di Castle hanno davvero scritto e pubblicato i romanzi del personaggio televisivo Richard Castle (scritti naturalmente da un ghost-writer). Ma dico e The Mentalist? Perché nessuno ha ancora pubblicato nulla??

Dal momento che riguardare più e più volte gli episodi passati alla fine non è sufficiente e al momento libri non ce ne sono, ho deciso di arrangiarmi e di scrivermi gli episodi da sola!! Prendendo ispirazione da X-Files, che negli anni ’90 offriva anche alcuni romanzi brevi oltre agli episodi televisivi, e dal momento che storie con protagonisti Jane, Lisbon e il team del CBI ne scrivo da un po’, in vista del Natale ho pensato di dar vita ad un vero e proprio romanzo con tanto di copertina personalizzata (gentilmente creata dal mio paziente ed innamoratissimo compagno di vita) da regalare ad un’altrettanto appassionata fan della serie, ovvero mia mamma.

Ora, che io mi imbarchi con grande entusiasmo ed energia in imprese nuove e mai affrontate prima non è una grande novità (ricordate la sceneggiatura che ho scritto per il workshop della Warner? L’avete letta? Se non lo avete fatto cliccate qui), ma devo dire che scrivere e poi “editare” un libro per la stampa non è una cosa semplice. Dopo mesi di duro lavoro (tra scrittura ex novo, correzione di racconti già pronti, adattamenti dalla sceneggiatura a racconto ed impaginazione) il risultato finale è stato davvero soddisfacente e mia mamma si è letta il mio libro tutto d’un fiato (circa 200 pagine in una giornata!!).

Addirittura ho ricevuto alcune richieste da amici (e non solo) per ricevere una copia… Unico problema? Non avendo i diritti della storia (vi sembrerà incredibile ma The Mentalist non è mio!! ;-D) non posso venderlo… Qualcuno di voi ha idea di come avere l’autorizzazione da Bruno Heller?? Mi piacerebbe tanto poterlo pubblicare, qualche suggerimento?

Discussione

13 pensieri su “Un libro su The Mentalist sarebbe perfetto

  1. Giuro che se riesci a pubblicarlo lo compro subito. Comunque stavo pensando che potresti proporlo alla casa di produzione che ha in mano il marchio the Mentalist in italia. Tipo i produttori dei dvd. Guardi chi ha prodotto e doppiato il dvd e cerchi il sito. Ci sarà un e-mail anche per lasciare un commento o una replica. Chissà magari sono proprio loro che posso fartelo pubblicare o indirizzarti a chi si può chiedere. Spero di non aver detto una stupidaggine e di averti aiutato.

    Pubblicato da (DebJane) | dicembre 31, 2012, 2:44 pm
    • Grazie del suggerimento non ci avevo pensato!! Mi sembra un buon punto di partenza, anche perché la casa di produzione italiana sicuramente ha i contatti giusti e un “peso specifico” molto più forte della sottoscritta che, per quanto motivata, di certo non ha la possibilità di farsi ascoltare dai “boss”. Ci proverò e ti terrò aggiornata!! Intanto un augurio di un Buon Anno… chissà che sia ricco di The Mentalist e non solo.

      Pubblicato da thementalistfan | dicembre 31, 2012, 3:08 pm
      • Auguri anche a te di Buon Anno. Speriamo sia davvero un anno ricco.

        Pubblicato da (DebJane) | dicembre 31, 2012, 4:00 pm
      • Penso che possa essere pubblicato solo gratuitamente, meglio se su Internet, a meno di non avere il nulla osta da Heller, o destinargli parte dei diritti; non so quale sia il ruolo di Mediaset, che dovrebbe avere la disponibilità dei diritti e di eventuale sfruttamenti degli stessi avendoli comprati dalla CBS, per il territorio italiano. Ad esempio, i fan di Tolkien hanno girato alcuni film i cui diritti in teoria sarebbero proprietà della New Line ma la stessa major ha rinunciato a fare azioni legali.
        Tutto sta alla disponibilità del titolare dei diritti, potresti scrivere alla Warner, perché Heller non ha né un sito né un e-mail per il pubblico, né un profilo twitter funzionante. A volte gli autori accettano storie dei fan a patto che l’incasso sia tutto in beneficienza.
        O altrimenti può essere pubblicato in un paese che non ha la legge sul copyright occidentale. Ad esempio un autore cinese ha pubblicato un libro su Harry Potter, e l’autrice non ha potuto opporsi, un regista iraniano ha fatto un film su Il giovane Holden, ma non ha potuto distribuirlo fuori dal suo paese per la causa legale degli avvocati di Salinger; lo stesso Salinger ha impedito la pubblicazione di un fan, come seguito di Catcher in the Rye.
        In alternativa dovresti cambiare i nomi dei personaggi, ma comunque si rischia lo stesso una causa legale, a meno di varie citazioni, come accaduto a Dan Brown con gli autori di Holy Blood, Holyu Graal, anche se lui, grazie ai suoi soldi è stato prosciolto.
        Ma non saprei in maniera precisa e sicura, dovresti chiedere a un avvocato esperto di diritto d’autore.

        Pubblicato da Stefano R | dicembre 31, 2012, 5:55 pm
        • Problemi di copyright (wikipedia)

          Una fan fiction è a tutti gli effetti un’opera derivata, pertanto la produzione di questo tipo di opere è stata spesso fonte di controversie legali. Esistono tuttavia delle eccezioni al diritto d’autore. Ad esempio, il diritto di scrivere parodie – a scopo di satira e critica – è assicurato dalle leggi in molti paesi del mondo.[3][4][5] Nel caso di racconti “seri”, non satirici, la problematica è invece differente e tali opere sono sempre tenute al rispetto del copyright.

          Spesso (ma non sempre) vi è un accordo – più o meno tacito – tra i detentori dei diritti dell’opera originale e i fan, che consente a questi ultimi di pubblicare delle fanfiction esclusivamente senza scopo di lucro. Alcuni autori addirittura incoraggiano la produzione di tali opere da parte dei propri fan e sono stati istituiti dei concorsi per premiare i migliori esempi di fan fiction (come i fan film).

          Non tutti gli autori tuttavia gradiscono che le proprie idee vengano utilizzate da altri e vietano esplicitamente la pubblicazione di racconti originali che abbiano per protagonisti i personaggi dei propri libri (ciò non è dovuto solo alla violazione dei diritti d’autore, ma talvolta al timore di perdere l’esclusiva su eventuali sviluppi narrativi). Tra gli scrittori più noti che scoraggiano le fan fiction vi sono:

          Anne Rice
          Dennis L. McKiernan
          P.N. Elrod
          Raymond Feist
          Terry Goodkind
          Laurell K. Hamilton
          Robin Hobb
          Robin McKinley
          Irene Radford
          Nora Roberts
          Patricia Cornwell
          Ursula K. Le Guin
          Archie comics
          Diana Gabaldon
          George R. R. Martin

          Aggiungo anche JK Rowling, JD Salinger (i suoi figli), Christopher Tolkien (figlio di JRR Tolkien), la Disney.

          Ad esempio invece Fleming ha concesso i diritti, cosicché continuano a uscire storie su Bond, lo stesso aveva fatto Conan-Doyle.

          L’unico che ha concesso una totale libertà (senza scopo di lucro) è stato George Lucas con Star Wars
          “L’esplosivo fenomeno dei fan film ha portato le case di produzione ad interessarsi a questi prodotti non ufficiali: esemplare il caso internazionale di Star Wars e della relativa casa di produzione Lucasfilm di George Lucas; il colosso mondiale cinematografico si è infatti reso conto che andavano moltiplicandosi le varie trasformazioni, adattamenti, spin-off della propria saga fantascientifica. La scelta della casa produttrice dell’originale Star Wars è stata quella non solo di permettere la libera produzioni di tali fan films tramite autorizzazione (sempre nei termini del no profit), ma anche di organizzare un vero e proprio festival di opere derivate, The Official Star Wars Fan Film Awards[9]. Tra le produzioni più importanti in Italia per numero di fan e di volontari vi è Dark Resurrection[10], i cui episodi si rifanno appunto alla celebre saga di Lucas.

          Quindi mi sa che se intendi venderlo dovresti ottenere un prestito di diritti a Heller, anche se non credo che ti farebbe causa.

          Pubblicato da Stefano R | dicembre 31, 2012, 6:05 pm
        • Si l’elenco degli autori che non vogliono fanfiction mi è nota avendone scritte anch’io (ogni sito di fanfiction serio ha una pagina con questo elenco). Posso anche capire il perché ci sia questa avversione: dopo tanto lavoro e fatica nello studiare i personaggi, la storia e le relazioni tra i protagonisti non è facile vederle trasformare dai fan che spesso alterano i caratteri e i rapporti tra i personaggi senza grandi sensi di colpa!! Devo dire però che questo tipo di approccio in realtà è molto più spesso positivo per l’autore, nel senso che crea intorno ad una storia/film un “movimento” e un “sostegno” tale da aumentare ancor di più il successo del libro/film/serieTv e quant’altro. Lucas infatti l’ha capito e ha fruttato a pieno questo fenomeno. Il mio intento nel 2013 sarà, dunque capire come districarmi in questo mondo e magari pubblicare… Chissà. Incrociamo le dita!!

          Pubblicato da thementalistfan | gennaio 1, 2013, 2:23 pm
  2. Hai ragione, noi fans di Mentalist non abbiamo molte “soddisfazioni” in campo letterario.Io a volte mi consolo con le fanfiction(alcune non sono male) ma un libro sarebbe tutt’altra cosa.Spero che tu riesca a pubblicarlo(avresti trovato l’acquirente n°2,dopo Debjane),anche perchè penso che la fortuna debba aiutare li audaci…anch’io mi diverto a scrivere racconti ma non solo non avrò mai il coraggio di pubblicarli ma non riesco neanche a farli leggere ad amici e parenti, mi vergogno troppo.Ma dal momento che invece a te il coraggio non manca(brava!), tanti auguri per il tuo libro,spero che il tuo sogno si realizzi.E Buon”Red” Anno a te e a tutti gli appassionati di questa fantastica serie.

    Pubblicato da serena7147 | dicembre 31, 2012, 5:38 pm
    • Grazie Serena… Anch’io provo, comunque, un certo disagio nel far leggere i miei racconti ai miei familiari ed amici (alcuni di loro nemmeno sanno che scrivo!!), a volte è più facile far leggere i propri lavori a dei perfetti sconosciuti, piuttosto che agli amici, perché non conoscendoti non hanno un’opinione su di te, che temi di “rovinare” o “cambiare”. La scrittura è una cosa molto intima, rivela molto di noi e dei nostri desideri, molto più di quanto crediamo. E scrivendo su The Mentalist, poi, con gli amici ho sempre la sensazione che loro pensino che mi dedico a qualcosa di “futile” ed “infantile”, quando in realtà questa serie mi ha ridato la passione della scrittura e la voglia di mettermi in gioco, cose tutt’altro che infantili!! Se fossi in te proverei a far leggere i tuoi racconti a qualcuno che non ti conosce, anche solo per avere la soddisfazione di sentire un’opinione esterna. In bocca al lupo per questo, magari il 2013 sarà il tuo anno per uscire allo scoperto!!

      Pubblicato da thementalistfan | gennaio 1, 2013, 2:33 pm
  3. Voglio leggere il tuo libro!! >.<

    Pubblicato da Simple | gennaio 15, 2013, 4:19 pm
  4. Non penso che Heller e gli altri daranno mai l’autorizzazione a qualche europeo di scrivere un libro su the mentalist, gli americani si sentono troppo superiori. Sfortunatamente vivi in italia, viviamo in italia, dove anche se sei bravo, la probabilità di sfondare è quasi 0. L’unica cosa che puoi fare è inventarti una serietivu tua, scrivere lo script di una decina di episodi e mandarlo ai canali americani, è più probabile che prendano in considerazione la tua serietivu che un libro su the mentalist. Ho da tempo in mente la trama base di 2 serietivu diverse, ma non trovo tempo da dedicare alla stesura di 10 episodi, anche perché credo che andrei solo a perdere tempo, anche se il lavoro fosse buono non penso che qualcuno possa prendermi in considerazione, non essendo un regista, non essendo uno scrittore e non essendo famoso minimamente nel campo. Forse sono troppo pessimista, ma credo che questa sia la dura realtà, spero che qualcuno mi dia argomenti che neghino il mio pensiero.

    Pubblicato da RJkill | gennaio 15, 2013, 10:11 pm
    • Forse hai ragione RJkill non avrò mai l’ok da Heller o, molto più probabilmente, non riuscirò nemmeno a trovare un modo per chiedere l’autorizzazione. Le probabilità sono basse, più che per il senso di “superiorità” degli americani (ed inglesi visto che Heller è british), per una questione di copyright. Senza contare il fatto che, anche se tra mille peripezie riuscissi a contattare la produzione e convincerli a pubblicare ‘sto libro, alla fine potrebbe anche non piacergli… Sul fatto di scrivere una serie originale, invece, ci sto lavorando da un po’ anch’io, le idee non mi mancano (anzi a volte sono pure troppe!!). Ma le problematiche restano le stesse… Contattare le case di produzione americane direttamente (Warner, Universal & co) è impossibile senza un santo in paradiso, quindi è necessario affidarsi ad un’agenzia (anche questo non è semplice per un non americano). Per capire come funziona il mondo delle serie TV in America e l’approccio corretto, ti consiglio di leggerti “Scrivere grandi serie TV. Il manuale della serialità USA con interviste ai principali autori” di Pamela Douglas. Poi per avere delle chance è fondamentale dotarsi di un software ad hoc per scrivere sceneggiature che ti permetta di avere, non solo la formattazione corretta dello script (all’americana), ma anche altre funzionalità indispensabili (sezione per descrivere i personaggi, gestione delle scene, ecc), senza spendere un centesimo puoi scaricarti Celtx, non è quello che usano generalmente gli autori americani (prediligono Final Draft, costo circa 250 dollari), ma è sempre meglio di Word. Per presentare un’idea, poi, non è necessario scrivere 10 episodi, è sufficiente il pilot e una presentazione dei personaggi e della storia che vuoi raccontare (il resto degli episodi vengono scritti solo se la serie viene prodotta). Comunque nel libro ci sono delle dritte utili su questo e altri punti del processo di realizzazione di una serie TV. Se poi vuoi provare ad entrare nel settore con un’altra via, ogni anno la Warner istituisce un Workshop presso i suoi studi a Los Angeles a cui si può provare ad accedere scrivendo una sceneggiatura (in inglese) di una serie già esistente (l’elenco è lungo!!). Per info vai su http://writersworkshop.warnerbros.com. Se si passa la dura selezione (io non ci sono riuscita) si può partecipare a questo “corso” di 6 mesi e avere una possibilità di diventare sceneggiatore. Se ti metti al lavoro adesso magari tu ci riesci!

      Pubblicato da thementalistfan | gennaio 16, 2013, 12:05 pm
  5. Grazie per avermi chiarito il metodo per presentare la serie, però come dici tu è difficile che ci calcolino, penso che centinaia di sceneggiatori famosi ogni anno presentino le loro serie TV e nessuno li calcola. Da quando hanno cancellato alla prima stagione due serie a JJ Abrams mi sono depresso ancora di più, cioé se a uno come lui cancellano senza problemi 2 serie nell’arco di 1 anno, pensa a noi che possono farci. Poi immagina che coraggio dovrebbero avere per mettere in onda una serie scritta da uno che manco una scuola per sceneggiatori ha finito!!! L’unica possibilità a questo punto rimane lo writersworkshop, si tratta di scrivere una sola puntata, buttarci dentro tutte le idee che abbiamo e vedere che succede.

    Pubblicato da RJkill | gennaio 16, 2013, 6:14 pm
    • Ti capisco perfettamente… Ogni volta che entro in una libreria e vedo la marea di libri in vendita provo la stessa cosa, mi domando perché mai qualcuno dovrebbe spendere dei soldi per leggere un mio libro e mi scoraggio un po’. Poi però metto da parte questi pensieri negativi e mi metto al lavoro. Perché, anche se le possibilità sono quasi pari allo zero, non c’è verso, io ho proprio bisogno di scrivere (non so se si era intuito!!). E’ una necessità. Secondo me dovresti lasciar perdere il dopo e tutte le problematiche legate alla “promozione” e semplicemente fare quello che ti piace, ovvero scrivere per il piacere di raccontare una storia a prescindere dal fatto che riuscirai o meno a vederla realizzata. Ti faccio un “in bocca al lupo”, so quanto è difficile superare lo sconforto e quanta fatica costi trasformare le proprie sensazioni ed emozioni in qualcosa di concreto. Fammi sapere come prosegue.

      Pubblicato da thementalistfan | gennaio 16, 2013, 6:53 pm

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